Incontro con Elvira Mujcic e reading

Marzo 2011
Nell'ambito delle iniziative legate al "Primo Marzo - Sciopero degli Stranieri", il Comitato Primo Marzo di Cagliari, di cui Genti de Mesu fa parte, ha organizzato tra le varie iniziative legate al Primo Marzo, l'"Incontro con Elvira Mujcic e reading Diverso è Uguale".

 

La serata, svoltasi il 5 marzo a Cagliari, presso l'Ostello Marina ha rappresentato un momento di riflessione sulle atrocità della guerra in Bosnia degli anni '90, con una testimonianza diretta della scrittrice bosniaca, Elvira Mujcic originaria di Srebrenica, la città tristemente nota in seguito al genocidio di 8000 musulmani nel 1995.

La giovane scrittrice bosniaca, ha vissuta a Srebrenica fino all’inizio della guerra che ha sconvolto il paese bosniaco, nel 1992. Da Srebrenica si è spostata in Croazia e da lì in Italia, dove vive ancora oggi.

Elvira Mujcic è autrice dei seguenti libri:
"Al di là del Caos. Cosa rimane dopo Srebrenica", il libro con il quale Elvira ha voluto far conoscere ed esprimere le conseguenze dell’immane eccidio di Srebrenica (1995) rivivendolo in se stessa nei propri sogni e incubi, nei suoi amori giovanili e nelle sue disillusioni. Questo libro è una rara testimonianza proprio perché, a differenza di molti altri testi analoghi, ha trovato un’adeguata espressione letteraria”.

“E se Fuad avesse avuto la dinamite?”, in cui camminando sul filo incerto che divide il nazionalismo e la memoria, sulle tracce di eroi costruiti, menzogne celate e vite stroncate, i due protagonisti scavano per trovare risposte al loro bisogno di Storia.

 

L’intervento di Elvira Mujcic è stato preceduto dall’emozionante Reading "Diverso è uguale" a cura della Compagnia Temporanea Letture di Pace. Il reading ha accompagnato il pubblico dentro la guerra che coinvolge nazioni vicine e di cui noi non abbiamo nessuna coscienza. La guerra è un evento atroce che spesso porta le persone a scegliere di andare via, di muoversi verso altri paesi nella speranza di una vita più serena. Questa scelta si traduce in penose storie di migrazione conseguenza dell'assenza di una cultura dell'accoglienza e della nascita di nuove forme di schiavitù.